TERMINOLOGIA -
In questa sezione vi spieghiamo
il significato dei termini usati in degustazione: Termini
relativi all’esame visivo di un vino Limpidezza velato
abbastanza limpido limpido cristallino brillante Colore giallo
verdolino, giallo paglierino, giallo dorato, giallo ambrato
rosa tenue, rosa cerasuolo, rosa chiaretto rosso porpora,
rosso rubino, rosso granato, rosso aranciato Consistenza fluido
poco consistente abbastanza consistente consistente viscoso
Effervescenza grana delle bollicine grossolane abbastanza
fini fini numero delle bollicine scarse abbastanza numerose
numerose persistenza del perlage evanescenti abbastanza persistenti
persistenti Termini relativi all’esame olfattivo di
un vino Intensità carente poco intenso abbastanza intenso
intenso molto intenso Persistenza carente poco persistente
abbastanza persistente persistente molto persistente Qualità
comune poco fine abbastanza fine fine eccellente Descrizione
Aromatico vinoso floreale fruttato franco fragrante erbaceo
speziato etereo ampio Termini per descrivere gli elementi
morbidi di un vino ZUCCHERI Secco Abboccato Amabile Dolce
Stucchevole ALCOLI Leggero Poco caldo Abbastanza caldo Caldo
Alcolico POLIALCOLI Spigoloso Poco morbido Abbastanza morbido
Morbido Pastoso Termini per descrivere gli elementi duri di
un vino ACIDITA’ Piatto Poco fresco Abbastanza fresco
Fresco Acidulo TANNINI Molle Poco tannico Abbastanza tannico
Tannico Astringente SALI MINERALI Scipito Poco sapido Abbastanza
sapido Sapido Salato Struttura generale del vino magro debole
di corpo robusto pesante Equilibrio poco equilibrato abbastanza
equilibrato equilibrato Intensità gustativa carente
poco intenso abbastanza intenso intenso molto intenso Persistenza
gustativa detta Persistenza Aromatica Intensa (P.A.I.) corto
poco persistente abbastanza persistente persistente molto
persistente.
Termini relativi
all’esame visivo di un vino
Limpidezza:
Nella valutazione sono previsti 5 termini: velato ( in questo
caso il vino è opalescente e con numerose particelle
in sospensione; la connotazione è negativa); abbastanza
limpido (la velatura è molto leggera e ci possono essere
alcune particelle in sospensione; è considerato normale
e non penalizzante nel giudizio complessivo, per quei vini
che non sono stati filtrati o chiarificati o che hanno subito
lunghi invecchiamenti); limpido ( non ci sono particelle in
sospensione né depositi ed il vino è perfettamente
trasparente); cristallino ( oltre ad una perfetta limpidezza,
il vino presenta una particolare luminosità e lucentezza);
brillante ( è in grado di riflettere i raggi luminosi
con particolare vivacità; caratteristica che si può
rilevare frequentemente nei vini spumanti, grazie alla presenza
delle bollicine di anidride carbonica).
Colore: (intensità, tonalità
e vivacità) . I termini per il colore sono 4 per i
vini bianchi (giallo verdolino, giallo paglierino, giallo
dorato, giallo ambrato), 3 per i vini rosati (rosa tenue,
rosa cerasuolo, rosa chiaretto) e 4 per i vini rossi (rosso
porpora, rosso rubino, rosso granato, rosso aranciato).
Consistenza: Dopo aver fatto roteare il vino nel
bicchiere, si verifica la presenza di lacrime e archetti (le
curvature più o meno regolari conseguenti alla formazione
delle "lacrime") determinata dall'alcol (etanolo)
e dalle sostanze gliceriche (glicerolo). La quantità
di lacrime e la lentezza con cui queste ricadono nel liquido,
determinano il grado di consistenza. I termini previsti sono
5: fluido (la consistenza è praticamente nulla, simile
a quella dell'acqua; si tratta di un aspetto negativo); poco
consistente (vino leggero, poco strutturato); abbastanza consistente
(rappresenta il valore medio, con un buon equilibrio fra le
componenti morbide (alcoli, polialcoli, zuccheri) e quelle
dure (acidi, tannini, sali minerali); consistente (vini di
struttura, con presenza di zuccheri o di un grado alcolico
piuttosto elevato, dove le componenti morbide tendono a prevalere);
viscoso (il vino raggiunge la consistenza dell’olio;
fatte le dovute eccezioni (vini da uve botritizzate, appassite
o vini da dessert) si tratta di una connotazione negativa).
Effervescenza: Riguarda quei vini nei quali
è presente anidride carbonica, ottenuta dalla fermentazione
alcolica, quindi non per addizione. Di questa categoria fanno
parte i vini "spumanti", sia Metodo Classico (o
Champenois) che metodo Charmat (o Martinotti). Questo esame
viene effettuato per valutare il cosiddetto "perlage",
cioè la presenza più o meno numerosa e persistente
di bollicine. I parametri da considerare sono 3: grana delle
bollicine (grossolane, se sono simili a quelle dell'acqua
minerale; abbastanza fini, se la loro dimensione è
nella media; fini, se sono molto piccole, simili alla capocchia
di uno spillo); numero delle bollicine (scarse, se sono rarefatte
o quasi assenti; abbastanza numerose, se sono discontinue
e si formano da pochi punti delle pareti del bicchiere; numerose,
se sono abbondanti e si formano in modo continuo da molti
punti delle pareti del bicchiere) persistenza del perlage
(evanescenti, che scompaiono in pochi secondi; abbastanza
persistenti, che si formano per pochi minuti; persistenti,
che si formano velocemente e in modo continuo).
Termini relativi
all’esame olfattivo di un vino
Intensità:
Prevede 5 termini: carente (la percezione di sensazioni
odorose è troppo bassa per poterle distinguere),
poco intenso (i profumi sono appena percepibili ma insufficienti
per poterne fare un'analisi precisa), abbastanza intenso
(c'è una discreta percezione dei profumi, se ne cominciano
a distinguere le caratteristiche), intenso (le sensazioni
odorose sono molto pronunciate), molto intenso (è
l'apice della percezione olfattiva, i profumi sono avvolgenti
e ben caratterizzati).
Persistenza: E' rappresentata dalla durata e dalla
sequenza della scansione olfattiva. I termini utilizzati
sono 5: carente (la successione dei profumi è decisamente
scarsa e di brevissima durata, tale da non consentire alcun
riconoscimento), poco persistente (i sentori sono appena
percepibili e di breve durata), abbastanza persistente (sufficiente
successione delle sensazioni olfattive per una durata di
alcuni secondi), persistente (insieme articolato di percezioni
nitide per molti secondi), molto persistente (la successione
è molto variegata e complessa e molto duratura).
Qualità: E’ la sintesi del
giudizio dato all'intensità e alla persistenza; alle
due voci precedenti si aggiungono una serie di valori che
comprendono la gradevolezza, la tipicità, la franchezza
e la finezza. I termini utilizzati sono 5: comune (il profumo
è scadente, privo di qualsiasi pregio, tutt'altro
che gradevole), poco fine (il profumo è vicino alla
mediocrità, la franchezza è mascherata), abbastanza
fine (sufficiente fine e gradevole, anche se si percepiscono
alcune sensazioni non del tutto pulite), fine (profumo distinto,
gradevole, franco ed equilibrato; assenza di difetti), eccellente
(tipicità dei profumi e grande personalità).
Descrizione: Aromatico (in quel vino in
cui sono ben evidenti gli aromi varietali, cioè propri
delle uve d'origine; è il caso dei vini da uve aromatiche
quali i moscati, le malvasie, il gewürztraminer, il
brachetto ecc.), vinoso (tipico dei vini giovani, nei quali
sono ancora ben percepibili i sentori che ricordano le cantine
di vinificazione), floreale (qui vengono raggruppati tutti
quei profumi che ricordano i fiori, nelle loro varie fasi,
freschi e profumati, secchi, appassiti ecc.), fruttato (qui
vengono raggruppati tutti quei profumi che ricordano i frutti
nelle varie fasi di maturazione, fino a ricordare le confetture,
le marmellate, la frutta secca o passita, ecc.), franco
(è il profumo pulito, netto, senza possibilità
di essere mascherato da altre sensazioni), fragrante (ricorda
la freschezza floreale o fruttata, tipica di alcuni vini
giovani bianchi e rossi, oppure gli aromi della crosta di
pane, spesso presenti negli spumanti metodo classico), erbaceo
(racchiude i profumi "verdi", da quelli di erba
tagliata, a quelli più vegetali di peperone verde,
foglia di pomodoro, mallo di noce, muschio, ecc.), speziato
(è un insieme di profumi spesso ritrovabile nei vini
bianchi e rossi che hanno subito un certo periodo di maturazione
in botti di legno; la gamma delle spezie è molto
ampia e va dalla noce moscata ai chiodi di garofano, dalla
liquirizia al cacao, dal pepe alla cannella), etereo (è
una caratteristica di quei vini invecchiati, nei quali gli
aromi varietali hanno man mano ceduto il passo a profumi
più complessi e compositi; questi profumi sono prodotti
da composti quali gli eteri e gli esteri), ampio (è
l’espressione di quei vini che hanno raggiunto la
massima complessità, per i quali si usano aggettivi
come "bouquet", per identificare la grande varietà
di percezioni fini e particolari, che solo i grandi vini
invecchiati possono possedere).
Termini per descrivere gli elementi morbidi di un vino
ZUCCHERI
Secco
Vino in cui non si percepisce la sensazione di dolcezza.
Normalmente si tratta di vini con residui zuccherini compresi
tra 1-5 g/l, quantità che, semmai, può concorrere
a determinare una certa morbidezza.
Abboccato
Vino in cui si percepisce una leggerissima sensazione di
dolcezza. Normalmente si tratta di vini che contengono da
10 a 20 g/l di zuccheri residui.
Amabile
Vino in cui si percepisce chiaramente la sensazione di dolcezza,
anche se non è predominante. Normalmente si tratta
di vini che contengono da 20 a 50 g/l di zuccheri residui.
Dolce
Vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione
di dolcezza, non ben supportata dalle altre componenti,
per cui il risultato finale del l’analisi sensoriale
gustativa deve essere giudicato in modo negativo e la situazione
deve essere ritenuta un’anomalia del campione preso
in esame.
Stucchevole
Vino in cui predomina la sensazione di dolcezza. Può
contenere da 50 a 100 g/l di zuccheri residui, come si verifica
ad esempio nei vini dolci frizzanti naturali da dessert,
come l’Oltrepò Pavese Sangue di Giuda, il Brachetto
d’Acqui e altri o, addirittura, da 100 a 160 g/l di
zuccheri residui, come avviene in quelli passiti o liquorosi.
ALCOLI
Leggero
Vino in cui non si percepisce alcuna sensazione pseudocalorica,
a causa del basso titolo alcoolometrico, generalmente non
superiore a 4°- 4,5°come nel caso, ad esempio, del
Moscato d’Asti. Questa valutazione può anche
essere estesa a quei vini ricchi di acidi e/o tannini nei
quali il titolo alcoolometrico non superi i 6°-7°
come nel caso, ad esempio, dell’Oltrepò Pavese,Sangue
di Giuda e del Brachetto d’Acqui; quando questa situazione
non si verifica nei suddetti prodotti è da ritenersi
un’anomalia.
Poco caldo
Vino in cui si percepisce una modesta sensazione pseudocalorica.
Normalmente si tratta di vini il cui titolo alcoolometrico
è moderato (0-10°) e di vini nei quali prevale
la sensazione fresco-tannica.
Abbastanza caldo
Vino in cui si percepisce una netta e piacevole sensazione
pseudocalorica. Normalmente si tratta di vini con un “sufficiente”
titolo alcoolometrico (10-12°), nei quali l’alcool
è perfettamente in equilibrio con le altre componenti.
Caldo
Vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione
pseudocalorica. Normalmente si tratta di vini “speciali”,
ottenuti con particolari tecniche enologiche (alcolizzazione,
aggiunta di sifone...), con elevato titolo alcoolometrico
(15°-18°), odi altri vini “non speciali”
che però presentano un elevato contenuto in alcool
e, soprattutto, questo non è in equilibrio con le
altre componenti. In questi casi, tale “gradazione”
elevata risulta un’anomalia del gusto.
Alcolico
Vino in cui si percepisce una “decisa”sensazione
pseudocalorica. Normalmente si tratta di vini “strutturati”
e con elevato titolo alcoolometrico (12°- 13,5°),
nei quali l’alcool è perfettamente in equilibrio
con le altre componenti, oppure di vini “poco strutturati”
nei quali la sensazione di pseudocalore non è supportata
dagli altri elementi
POLIALCOLI
Spigoloso
Vino in cui si percepisce una netta mancanza di morbidezza.
Normalmente si tratta di vini poco strutturati e/o ottenuti
da lavorazioni “troppo energiche”.
contenuto di alcoli e polialcooli è basso ed in bocca
il vino sembra “sfuggente” e lascia quindi un
senso di “spigolosità”.
Poco morbido
Vino in cui si percepisce una scarsa sensazione di morbidezza.
Normalmente si tratta di vini giovani o addirittura immaturi,
poco strutturati e quindi con un basso contenuto glicerico
e al alcolico.
Abbastanza morbido
Vino in cui si percepisce una piacevole sensazione di morbidezza,
dovuta ad una equilibrata composizione glicerica e alcolica.
Normalmente si tratta di vini giovani, pronti e di media
struttura.
Morbido
Vino in cui si percepisce una predominante, quasi eccessiva
sensazione di morbidezza, dovuta al l’elevata concentrazione
glicerica e alcoolica. Normalmente è una prerogativa
dei grandi vini bianchi da dessert, ottenuti con lavorazioni
particolari (muffa nobile, appassimenti, alcoolizzazioni).
Pastoso
Vino in cui si percepisce una decisa sensazione di morbidezza,
dovuta ad una buona concentrazione glicerica e alcolica.
Normalmente si tratta di vini strutturati e maturi, il cui
consumo va dai 4 agli 8 anni dalla produzione.
Questa valutazione può essere estesa anche a quei
vini che contengono una quantità di zuccheri residui
compresa tra 5-10 g/l.
Termini per descrivere gli elementi duri di un vino
ACIDITA’
Piatto
Vino la cui carenza di acidità non lascia in bocca
alcuna traccia di freschezza.
Normalmente si tratta di vini affetti da patologie, come
la rifermentazione di alcuni acidi, odi vini vecchi (vini
in avanzato stato di maturità).
Poco fresco
Vino in cui si percepisce una scarsa ma piacevole sensazione
di acidità, che procura una leggerissima salivazione.
Normalmente si tratta di vini maturi, più o meno
invecchiati, nei quali vi sia una componente acida appena
avvertibile.
Abbastanza fresco
Vino in cui si percepisce una discreta e piacevole sensazione
di acidità, che procura una buona salivazione. E
una prerogativa ottimale per gran parte dei vini rossi giovani
e dei vini bianchi e rosati meno giovani.
Fresco
Vino in cui si avverte una forte e predominante sensazione
di acidità, che procura un’abbondante e fluida
salivazione e una leggera contrazione gengivale. Normalmente
si tratta di vini ottenuti da uve poco mature o di vini
che possiedono una forte acidità.
Acidulo
Vino in cui si percepisce una decisa sensazione di acidità,
che procura un’abbondante salivazione. È questa
una prerogativa importante per i vini bianchi e rosati frizzanti
in genere, ottimale per gli spumanti secchi.
TANNINI
Molle
Vino in cui si percepisce una netta sensazione di “fiacchezza”,
dovuta ad una minima presenza di componenti tannici che
rinforzano il gusto, conferendo durezza. Si può tratta
re di vini vecchi o affetti da alterazioni.
Poco tannico
Vino in cui si percepisce una leggerissima sensazione astringente.
Normalmente si tratta di vini rossi poco strutturati o di
vini rossi invecchiati che contengono i “tannini nobili”.
Abbastanza tannico
Vino in cui si percepisce una sufficiente e gradevole sensazione
di astringenza. È una caratteristica ottimale comune
a molti vini rossi di media e grande struttura, che hanno
già subito un buon affinamento.
Tannico
Vino in cui si percepisce una netta sensazione di secchezza
e astringenza. E questa una prerogativa dei vini rossi giovani
in genere, o di vini per i quali si prevede un ulteriore
affinamento.
Astringente
Vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione
di rugosità e secchezza, dovuta a mancata secrezione
salivare. Normalmente si tratta di vini con un eccessivo
contenuto di tannini, tale da determinare anomalie nel gusto.
SALI MINERALI
Scipito
Vino “scialbo” e totalmente privo di “sensazioni
minerali”. Normalmente si tratta di vini ottenuti
da uve scadenti e troppo lavorate in fase di vinificazione,
o talmente vecchi da risultare privi di sapore.
Poco sapido
Vino in cui si percepisce una predominante “sensazione
salma”. Normalmente si tratta di vini particolari,
ottenuti da uve provenienti da zone salmastre o, molto raramente,
di vini ottenuti con aggiunta di cloruro di sodio (sale
da cucina).
Abbastanza sapido
Vino in cui si percepisce una piacevole ed equilibrata sensazione
fresco-sapida. È questa una prerogativa dei vini
con una normale percentuale di minerali e di sostanze estrattive.
Sapido
Vino in cui si percepisce una leggerissima e piacevole “sensazione
salma”. Normalmente si tratta di vini strutturati,
ottenuti da uve provenienti da zone calde, o di vini nei
quali viene a mancare l’azione coprente degli acidi.
Salato
Vino in cui si percepisce una scarsa sensazione di “sapore
minerale”. Normalmente si tratta di vini che possiedono
una bassa percentuale di sostanze estrattive e la cui sapidità
è mascherata dall’acidità.
Struttura generale del vino
Viene valutata tenendo conto delle componenti morbide e
dure presenti nel vino. E' quindi una valutazione di tipo
globale. I termini utilizzati sono 5: magro (il vino ha
una struttura anomala e insufficiente), debole (la struttura
è modesta, dovuta ad una scarsa quantità di
elementi gustativi; a questa categoria appartengono quei
vini che vanno bevuti giovani), di corpo (il vino è
in sintonia con la sua tipologia ed ha una buona struttura),
robusto (è una connotazione positiva, tipica dei
grandi vini di struttura ed equilibrati o di quelli che
abbiano subito lavorazioni particolari come i muffati e
i passiti), pesante (la struttura è eccessiva e sproporzionata
rispetto alle altre caratteristiche, provocando una sensazione
di "stanchezza" gustativa).
Equilibrio
E' il risultato della complessa interazione tra le varie
sostanze che formano la struttura del vino, cioè
le parti morbide (zuccheri, alcoli e polialcoli) e le parti
dure (acidi, tannini e sali minerali). I termini di valutazione
sono 3: poco equilibrato (nel vino prevale in modo evidente
la parte "morbida" su quella "dura"
o viceversa), abbastanza equilibrato (la differenza fra
le parti è molto meno marcata), equilibrato (si riscontra
una giusta proporzione fra le varie parti, compatibilmente
con la tipologia del vino).
Intensità gustativa
I termini utilizzati sono 5: carente (le sensazioni gustative
e gusto-olfattive sono scarsissime; è una connotazione
negativa), poco intenso (la percezione è ridotta,
ma può non essere considerato un fatto negativo per
quei vini concepiti per avere caratteristiche di particolare
leggerezza), abbastanza intenso (le sensazioni gustative
e gusto-olfattive che si percepiscono sono discrete ed equilibrate),
intenso (siamo nella sfera dei vini dalle caratteristiche
più marcate, se c'è buona corrispondenza con
la persistenza gustativa il giudizio è più
che positivo), molto intenso (le sensazioni percepite sono
profonde, il vino ha un'elevato contenuto di sostanze estrattive
e componenti odorosi).
Persistenza gustativa
La permanenza gusto-olfattiva, che viene detta Persistenza
Aromatica Intensa (P.A.I.) è valutata in secondi
a partire dalla deglutizione ed espirazione. I termini utilizzati
sono 5: corto (la durata è inferiore ai 2 secondi;
è senz'altro una connotazione negativa), poco persistente
(la persistenza gusto-olfattiva ha una durata di 2-4 secondi),
abbastanza persistente (4-6 secondi), persistente (6-8 secondi),
molto persistente (superiore a 8 secondi).