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La classificazione delle “Bollicine”:
è basata sul contenuto in zucchero in quanto l'essere dolce o secco ne cambia assolutamente l'occasione di utilizzo. La terminologia utilizzata è però molto ambigua, può essere presentata in italiano francese o inglese e non vi è un'immediata corrispondenza fra i termini in etichetta e il grado di dolcezza del vino, per intenderci: se c'è scritto Sec, o Dry, o Secco noi ci aspettiamo un vino con un residuo zuccherino minimo, in realtà questa terminologia indica un vino molto morbido da poter essere definito "quasi" dolce. Esaminiamone le diverse tipologie in ordine crescente di dolcezza: Brut Nature dette anche Pas Dosé, Dosage Zéro, Pas Operé, Brut Sauvage: con zucchero residuo inferiore o uguale a 3 grammi/litro - sono le bollicine più secche, senza aggiunta di liqueur d’expédition, dopo il dégorgement; Extra Brut o Extra Herb: con zucchero residuo inferiore o uguale a 6 g/l - il dosaggio è minimo; Brut o Herb: con residuo zuccherino sino a 15 g/l - al gusto sono secchi e sono ideali come aperitivi, è la dicitura più diffusa; Extra Dry o Extra Trocken: con residuo zuccherino da 12 a 20 g/l - leggermente più dosati dei Brut, dovrebbe sottintendere un vino estremamente secco, invece si tratta di un vino morbido; Sec o Trocken, Secco, Asciutto, Dry: con residuo zuccherino da 18 a 35 g/l - sono termini che rimandano, contrariamente al senso della parola, ad un vino che già entra nella gamma dei vini moderatamente dolci, morbidi, amabili si potrebbe dire, sono i più indicati per gelati e dessert poco dolci; Demi Sec o Halbtrocken, Abboccato, Medium-Dry: con residuo zuccherino da 33 a 50 g/l - sono diciture assolutamente riferite ad un vino da dessert, il vino è praticamente dolce; Doux o Mild, Dolce, Sweet: con residuo zuccherino oltre i 50 g/l – indicano vini decisamente dolci, da meditazione o da fine pasto, possono accompagnare dessert e pasticceria dolce.

 

La vite più vecchia d'Europa:
Se credete alle leggende essa dovrebbe avere una età di ca. 600 anni! Se invece preferite attenervi alle conoscenze scientifiche, la sua età è stimata intorno ai 350 anni. Tali ricerche furono condotte dal Dr. Martin Worbes responsabile del International Tree Ring Laboratori presso l'università di Göttingen in Germania, il quale, oltre a definirla la più vecchia, stabilì che si trattasse anche del latifoglio più vecchio d'Europa. E non è finita! È anche la vite più grande d'Europa! La sua pergola si estende infatti per più di 350 m2 . Dagli acini di questo fenomeno naturale si ottiene un delizioso bianco, naturalmente si tratta di vino italiano. Per saperne di più visitate il sito "Castel Katzenzungen" in Alto Adige.

 

Il vino delle truppe nazi-fasciste:
La nave mercantile Laura C venne costruita in Italia nei cantieri navali dei fratelli Cosulich, nel 1923. È stata requisita dalla Marina Regia a Trieste nel 1940. Qualche tempo dopo, precisamente il Il 3 Luglio del 1941, giunto di fronte Saline Joniche a circa un miglio dalla costa calabrese, a distanza di pochi secondi l’uno dall’altro due siluri lanciati da un sottomarino inglese squarciavano la fiancata sinistra del mercantile. Il carico del piroscafo, costituito da alimenti, vino, vestiario e tonnellate di armi munizione ed esplosivo, era diretto in Africa a rifornire le truppe nazi–fasciste impegnate sul fronte settentrionale dell’Africa. Il recupero continuò fino a quando una violenta alluvione ingrossò la fiumara Molaro. Nel 1997, prima che la Laura Cosulich fu trascinata completamente nei fondali, è stata rinvenuta una di quelle bottiglie di vino. La bottiglia è particolare perchè presenta una base tondeggiante per cui la stessa non sta in piedi ma deve per forza di cose essere adagiata in orizzontale. 

 

Dicono di noi:
Un sito, anzi un portale. Un crocevia da cui iniziare il vostro viaggio nel vino italiano. Si parte da www.xberebene.it Per bere bene bisogna conoscere bene. Che cosa? Le tipologie di vino del nostro Stivale, le aziende agricole, le enoteche, i ristoranti dove poter degustare i vini migliori. Per bere bene, insomma, bisogna saper viaggiare, anche senza muoversi troppo, s’intenda. Per navigare in rete, infatti, basta un mouse e un computer, niente di più. Il sito www.xberebene.it nasce da questa idea: non si pone necessariamente come un luogo su cui sostare, ma come un portale da cui passare per poi raggiungere altre mete, altri “viaggi”. L’utente con un semplice click può spostarsi da una parte all’altra della nostra bellissima terra alla scoperta dei vini italiani di qualità: www.xberebene.it offre all’enonauta oltre 500 collegamenti a siti di aziende vinicole, enoteche, ristoranti, negozi on-line e quanto di meglio la rete può offrire. Non senza averlo prima adeguatamente istruito sul tema vino, sia chiaro. Attraverso semplici descrizioni, si può imparare l’essenziale sull’analisi sensoriale, le tecniche di abbinamento cibo/vino e tutto sulle principali terminologie enologiche. Buon viaggio, allora.

 

L'abbinamento:
Chateau d'Yquem - Appellation Saternes Controlée - Lo Chateau d'Yquem, classificato 'Premier Cru Supérieur' nel 1855, nonostante non sia un vino italiano, è uno tra i più grandi e i più sensuali vini bianchi del mondo. Prodotto nel comune di Sauternes con uve semillon e sauvignon, viene vendemmiato, acino per acino, quando l'uva ultramatura è ricoperta dalla 'botrytis cinerea' (la muffa nobile). Invecchiato in piccole botti di rovere, ha una resa media di nove ettolitri per ettaro. E' un vino che non ha eguali né rivali e che si abbina perfettamente con il foie gras. Sciogliete il grasso a bagnomaria, estraete il fegato d'oca tiepido e grattugiateci sopra del tartufo bianco d'Alba.

 

Effetti positivi del bere bene:
il vino stimola l'appetito e facilita la digestione in quanto eccita la salivazione, le secrezioni gastrica e pancreatica. Normalizza sia le iperacidità sia le ipoacidità in quanto, per il suo patrimonio salino, è un liquido tamponante. Può esercitare sia un'azione lassativa sia, nel caso dei vini rossi, un'azione astringente. Favorisce la vasodilatazione ed è un utile difesa dalla concentrazione di colesterolo: infatti provoca un aumento di alfalipoproteine che prelevano il colesterolo prodotto dal fegato e lo trasportano attraverso le arterie alle cellule dell'organismo senza infiltrarsi nelle pareti dei vasi sanguigni. Eccita il centro respiratorio aumentando la ventilazione. Attenua gli stati d'ansia e di tensione emotiva. Incrementa il numero di globuli bianchi creando un ambiente biologico sfavorevole ai virus. Aumenta la riserva alcalina del sangue grazie al contenuto di acidi e sali organici. Acuisce il rendimento e l'attività motoria muscolare mediante l'acido succinico.

 

Autoctoni e Alloctoni:
Autoctono è un termine che si riferisce a vitigni originari di una zona, percorrendo l'Italia da nord a sud, citando alcuni vitigni a bacca rossa più conosciuti, si possono incontrare il nebbiolo e la barbera in Piemonte e Lombardia, il teroldego in Trentino, il refosco dal peduncolo rosso e il pignolo in Friuli Venezia Giulia, il lambrusco in Emilia, il sangiovese in Romagna e Toscana, il raboso e la corvina in Veneto, il sagrantino in Umbria, il montepulciano in Abruzzo, il primitivo in Puglia, l'aglianico in Campania e Basilicata, il nero d'Avola o Calabrese in Sicilia, il gaglioppo e il nerello in Calabria. Tra quelli a bacca bianca ricordiamo la nosiola in Trentino, il picolit in Friuli Venezia Giulia, il prosecco e la garganega in Veneto, l'albana in Romagna, il verdicchio nelle Marche, il fiano e la falanghina in Campania, il grillo e il catarratto in Sicilia. Alloctono è un termine che si riferisce ai vitigni internazionali, quelli di recente introduzione, coltivati quasi in ogni parte del mondo. Tra i vitigni a bacca rossa, i più importanti sono: cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, pinot nero e syrah, tra quelli a bacca bianca pinot bianco, pinot grigio, muller thurgau, semillon, chardonnay, riesling e sauvignon blanc. In Italia molti produttori sono orientati soprattutto per l'utilizzo dei vitigni tradizionali e quindi per la riscoperta ed il reimpianto di quelli abbandonati, ma non mancano nemmeno quelli che sono proiettati verso un gusto internazionale e che quindi sostengono in modo deciso l'impiego degli alloctoni. Questa sorta di dualismo è sempre al centro di aspre polemiche tra gli esperti del settore viti-vinicolo, noi crediamo che il fascino di un vitigno autoctono non potrà mai averlo un vitigno internazionale, ma siamo anche consapevoli della bontà dei vari Merlot, Cabernet, Pinot Nero e Chardonnay. Riteniamo, pertanto, che nella scelta di un vino, è necessario seguire il gusto personale sia che porti verso un vino da vitigno autoctono sia verso uno da vitigno internazionale, l'importante è bere bene, e naturalmente Italiano.

 

L'Unghia:
Quando il bicchiere viene inclinato frontalmente è ben visibile. Se osservata con attenzione, ha un colore diverso dal resto del liquido e può fornire utili indicazioni sullo stato di salute del vino. Durante una degustazione orizzontale può essere interessante il confronto. L'unghia compatta, nella quale non si nota alcuna differenza di colore con il liquido, può significare che il vino è in crescita. Viceversa un'unghia aranciata, lunga e trasparente, testimonia che il vino si trova in fase calante. Ci sono eccezioni in alcuni vitigni, quali il Cabernet Sauvignon, che presenta un'unghia sempre compatta, anche quando non è capace di evolversi, o come il Pinot Nero e il Nebbiolo, che hanno un'unghia lunga anche quando possono ancora evolvere.

 
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