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Benvenuti in Xberebene il portale dei siti del vino italiano. In questa vetrina sul meraviglioso e variegato mondo del vino troverete informazioni e i consigli del sommelier sulla degustazione e sull'abbinamento cibo-vino. Grazie ai link ad aziende vinicole in primis, ma anche a ristoranti, enoteche, agriturismi, wine-bar, negozi on-line e a tutto il meglio che la rete può offrire, con un semplice click potrete spostarvi da una parte all'altra della nostra bellissima terra alla ricerca dei vini di qualità prodotti ormai in ogni regione italiana. L'Italia è la terra dei prodotti tipici e della tradizione vinicola, scoprili attraverso il nostro portale. X bere bene ti permette inoltre, di pianificare le tue vacanze all'insegna dell'eno-gastronomia italiana.



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I LUOGHI DEL GUSTO - In questa sezione alcuni fra gli itinerari più belli d'Italia.

IL SALENTO - LA MAREMMA - OLTREPO’ PAVESE - IL CILENTO - IL MUGELLO - LA COSTA VIOLA - IL CANAVESE - LE MURGE - LE LANGHE - LA DAUNIA - LA CARNIA - IL MONFERRATO - IL CHIANTI - LA VALTELLINA - VAL D’ORCIA - FRANCIACORTA

.:. I luoghi del gusto più famosi d'Italia
 

IL SALENTO

Tra natura incontaminata e mare cristallino, la provincia di Lecce, si stende su un profilo costiero di oltre 200 Km.

Il Salento, terra ricca di storia e tradizioni, è un vero e proprio paradiso terrestre, è il posto ideale per trascorre le vostre vacanze all'insegna del rilassamento e godimento del mare, monumenti, sapori caratteristici.

Penisola situata all'estremità meridionale della Puglia, il punto più orientale d'Italia.

L’importanza del vino nella tradizione salentina è dimostrata dai grandi festeggiamenti che si tengono lungo tutta la penisola in onore di San Martino da Tours , l’11 novembre, giorno in cui si assaggia il vino novello e si stappano le bottiglie della vendemmia appena conclusa.

Altre significative e importanti tradizioni, però,  si ripetono ogni anno nel Salento fra le quali la più grande è la “Festa te lu mieru” , che si tiene a Carpignano Salentino nei primissimi giorni di settembre durante la quale è possibile degustare in piazza alcuni piatti tipici della cucina locale accompagnati da dell’ottimo vino salentino. La parola mieru che nel dialetto locale sta ad indicare il vino, ha origine dalla parola latina merum che significa “vero, schietto” due parole con le quali si intendeva sottolineare le peculiarità del vino salentino rispetto ad atri vini fin dall'epoca romana.

Il clima mite grazie alla vicinanza del mare e la presenza per la maggior parte dell’anno del sole rendono la Terra d’Otranto ,da sempre adatta alla coltivazione del vino e per questo viene considerata una delle aree vitivinicole più importanti d’Italia. Tanto da valergli ben otto vini DOC (denominazione d’origine controllata), Salice Salentino, Copertino, Nardò, Leverano, Alezio, Matino, Galatina e Squinzano e i vini IGT (indicazione geografica tipica): Salento e Puglia.

La millenaria esperienza nella produzione vinicola ha consentito al Salento di raggiungere degli standard qualitativi decisamente alti. Tra i vini rossi autoctoni sono da ricordare il il Negroamaro, il Salice Salentino, la Malvasia nera; mentre tra i vini bianchi si annoverano la Malvasia bianca, il Bombino bianco e il Verdesca; ed infine i tradizionali rosati.

Il clima favorevole ha inoltre consentito di coltivare con splendidi risultati vini di origine alloctona come lo Chardonnay ed il Sauvignon.

Sebbene l’importanza del vino rosato, il più rappresentativo tra i vini salentini, sia andata scemando, la produzione vinicola nel Salento è in forte crescita dal momento che l’aumento delle prestigiose etichette prodotte dalle aziende  vinicole locali è in continuo  e costante aumento.

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LA MAREMMA

La Maremma si estende per circa un quarto del terrritorio della Toscana, tra le province di Livorno e Grosseto. Già Dante nella Divina Commedia ne aveva delineato i confini tra Cecina e Tarquinia nell'Alto Lazio. Quello che rende unica la Maremma, facendone un microcosmo perfetto, è la diversità del suo territorio. Mare, collina e montagna si fondono insieme e colorano diversamente il paesaggio. L'azzurro del mare cristallino dell'Argentario, il nero degli scogli di Talamone, il giallo delle lunghe spiagge di Castiglione della Pescaia, il verde delle colline di Massa Marittima e il marrone del Monte Amiata.

In Maremma troviamo vini di altissimo spessore tra i rossi, bianchi, rosati, passiti, vinsanti, i vendemmia tardiva, ed anche tra le bollicine.

Le caratteristiche pedoclimatiche di questa terra sono particolari: la presenza contemporanea e ravvicinata di mare, montagna e colline, la rendono unica, inoltre gli inverni non sono mai troppo rigidi e le estati mai eccessivamente calde.

Fra i numerosi vini della Provincia di Grosseto segnaliamo in particolare: Morellino di Scansano (D.O.C.G.)     Ansonica Costa dell'Argentario (D.O.C.) Bianco di Pitigliano (D.O.C.)    Capalbio (D.O.C.) Montecucco (D.O.C.)    Monteregio di Massa Marittima (D.O.C.) Parrina (D.O.C.)    Sovana (D.O.C.).

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OLTREPO’ PAVESE

L'Oltrepò Pavese conosciuto anche come "Vecchio Piemonte" è una delle tre aree territoriali della provincia di Pavia con caratteristiche proprie, insieme a Pavese e Lomellina. L'Oltrepò Pavese è un cuneo di territorio lombardo che si insinua fra l'Emilia e il Piemonte, confinando con le province di Alessandria e Piacenza. Diviso dal resto della provincia di Pavia dal Po, si estende per circa 1100 kmq dei quali un terzo sono di pianura e il restante due terzi sono ripartiti fra collina e montagna con una piacevole varietà di ricchezza di paesaggi. Settantotto sono i suoi Comuni, ognuno dei quali reca con sé un patrimonio storico artistico e culturale soprattutto con i suggestivi borghi medioevali, le torri e i castelli. Tra i vigneti di queste colline sono prodotti i vini dai nomi famosi e di indiscusso pregio, le uve di diversa varietà, vengono vinificate in purezza o mescolandole per ottenere i seguenti vini bianchi, rossi e spumanti naturali: Rosso, Rosso Riserva, Rosato, Buttafuoco, Sangue di Giuda, Barbera, Bonarda, Riesling Italico, Riesling Renano, Cortese, Moscato, Moscato Liquoroso, Moscato Passito, Malvasia, Pinot Nero, Pinot Grigio, Spumante Bianco o Rosato, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon.

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IL CILENTO

Il Cilento si estende da Paestum fino a Sapri, tra i golfi di Salerno e di Policastro e, nell'entroterra, tra la catena dei monti Alburni e ad est dall'altopiano del Vallo di Diano. Il territorio del Cilento  è caratterizzato da un’ alternanza di splendidi paesaggi, tra mare e montagna, ricco di storia e di tradizioni fatto di mare trasparente, spiagge soleggiate  e piccoli borghi medievali barricati sulle colline limitrofe.

I vitigni locali, introdotti ad Elea ed a Paestum dagli antichi colonizzatori greci, trovano nella natura argillosa-calcarea del terreno e nel clima della zona le condizioni per esprimere al meglio la propria personalità. Le viti producono pochi grappoli, dai quali si ottengono vini di eccellente qualità, che si abbinano perfettamente alla cucina tipica cilentana: "povera", semplice, ma gustosissima.
II territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano include ben due delle denominazioni enologiche del territorio campano.

Le denominazioni sono relativamente recenti, ma certamente destinate a connotare progressivamente il paesaggio rurale e a creare una tendenza di sviluppo molto significativa. Quelle che ricadono in questo areale produttivo sono: la DOC Castel San Lorenzo e la DOC Cilento. Le denominazioni tutelano le caratteristiche produttive di queste zone, espresse con uve presenti da decenni e quindi considerabili tradizionali, come: Barbera, Sangiovese, Trebbiano e Malvasia. A queste si associano uve locali come: Aglianico, Greco e Fiano, già localmente denominato Santa Sofia.

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IL MUGELLO

Il Mugello si estende a nord di Firenze e confina con l' Emilia Romagna a nord, con la provincia di Arezzo a ovest e con la provincia di Prato e Pistoia ad est. Il Mugello si trova a pochi chilometri da Firenze ed infatti tutti i comuni che lo compongono fanno parte della provincia di Firenze, essi sono  Barberino di Mugello; Borgo San Lorenzo; Dicomano; Firenzuola; Marradi; Palazzuolo sul Senio; San Piero a Sieve; Scarperia; Vaglia e Vicchio.

Il Mugello è terra ricca per la produzione di ottimo olio extravergine d'oliva, a cominciare da quello di Cosimo prodotto proprio a Villa Campestri Olive Oil Resort, ma anche di vino di qualità come il Chianti Rufina. Si tratta di una vino DOCG la cui produzione prende il nome dal comune di Rufina dove è nata, per estendersi poi ai comuni adiacenti con la DOC Pomino.

Il Chianti Rufina è caratterizzato da un colore rosso rubino vivace, da un intenso odore e da un sapore armonico e asciutto. Questo vino nasce solo da vitigni selezionati come il Sangiovese, Canaiolo nero, Trebbiano Toscano e Malvasia del Chianti. Il Chianti Rufina può ottenere anche la denominazione di Riserva se invecchiato per almeno due anni di cui sei mesi in botte e tre in bottiglia.

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LA COSTA VIOLA

La costa viola è una linea di terra frastagliata che in alcuni punti sporge verticale sul mare Tirreno, in altri si fa più dolce e offre spiagge, grotte e anfratti dove tuffarsi nel fondo mare al cui colore deve il nome.

Le strade e i paesi che la fiancheggiano offrono una visuale sulle Eolie o sulla Sicilia che, nelle giornate limpide, emergono nitide come fossero a un passo.

La costa viola si estende lungo i circa 35 chilometri che dallo Stretto di Messina risalgono il litorale fino a Palmi.

Dei borghi che si affacciano su questo splendido tratto di mare, Scilla si offre come quello più carico di storia e splendore, sempre in bilico tra realtà e mito.

Partiamo dal nome che ha origini antichissime. Stando alla mitologia greca, Scilla era un mostro marino che, nella parte superiore era una donna, mentre dal bacino in giù aveva una o più code e sei cani voraci che le nascevano dai fianchi. Scilla stava nella zona peninsulare dello stretto, mentre di fronte, sul lato siciliano, viveva l’altro mostro, Cariddi. Entrambi terrorizzavano i marinai e attentavano alla loro vita quando attraversava quella striscia d’acqua.

I primi documenti sulla viticoltura della Costa Viola, in provincia di Reggio Calabria (comuni di Villa San Giovanni, Scilla, Bagnara, Seminara, Palmi), sono datati intorno all’anno 1000, anno coincidente con lo sviluppo delle comunità basiliane che ne favorirono la diffusione fino ad una estensione di ca. 1000 Ha; già allora questa attività aveva un ruolo primario insieme alla pesca ed al commercio.

Nel 1409 Carlo Ruffo, nuovo feudatario, promosse un ulteriormente la viticoltura terrazzata tra Bagnara e Scilla. Nel 1648 la viticoltura raggiunse la sua massima espansione con almeno 1000 ha. Nel 1881 gli attacchi di fillossera portarono all’abbandono delle prime aree vitate; la distruzione dei vigneti si completò nel 1910.

La ricostruzione, rallentata dagli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale, non è più stata portata a termine, se non in maniera parziale, lenta ma graduale.

L’area si caratterizza, oltre che per i tipici terrazzamenti che giungono fin quasi sul mare, anche per l’abbondanza di corsi d’acqua (fiumare e torrenti) che solcano tutto il territorio determinandone  l’assetto microvallivo. 

E’ stato recentemente proposto uno studio per l’istituzione di “Paesaggio protetto della Costa Viola” e  costituita la "Ecostrada del vino e dei sapori della Costa Viola".

La storia della coltivazione della vite in Calabria risale all’epoca della Magna Grecia. Da tale coltivazione derivò il nome di Enotria (“palo di vite” e poi “terra del vino”) attribuito a tutta la Calabria dagli antichi greci.

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IL CANAVESE

Il Canavese si estende tra Torino e la Valle d’Aosta. Qui il prodotto principe è certamente l’Erbaluce di Caluso, un vino DOCG che si trova nelle varianti fermo, Spumante e passito. Specialmente nella versione passito l’Erbaluce è un prodotto davvero speciale. Le uve vengono scelte con attenzione, solo quelle maturate al punto giusto e perfettamente integre vengono messe ad appassire sui graticci oppure appese nelle “passitaie”, appositi locali arieggiati. Lasciato ad evolversi nelle botti di rovere per 4 anni prima di poterlo degustare. Il vino ottenuto ha un colore ambra eccezionale e in bocca è un vero velluto. Con la versione secca si può preparare anche il famoso risotto all’Erbaluce.

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LE MURGE

Il territorio delle Murge si estende su una vasta area della Puglia centrale, da Nord a Sud dalla valle dell’Ofanto fino alla cosiddetta “soglia messapica”, tra Taranto e Brindisi, dove inizia la penisola Salentina, comprendendo gran parte delle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani, mentre da Est ad Ovest si estende dal Mar Adriatico fin dentro la provincia di Matera, in Basilicata.

Tradizionalmente, le Murge sono suddivise in varie zone: la Murgia Costiera, la Murgia dei Trulli, le Murge Tarantine, le Murge di Gravina, la Valle d'Itria, la Murgia Materana.

E' questo il regno del nero di Troia, il vitigno che accomuna ben tre Doc del Nord-barese e della nuova provincia di Barletta-Andria-Trani, dando vita a vini di buona struttura che si prestano al lungo invecchiamento. Molto diffusi in questa zona anche aglianico, bombino bianco, bombino nero, montepulciano e pampanuto.

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LE LANGHE

Porzione di Piemonte stretta tra Asti e Cuneo, è un territorio prospero dove castelli e borghi interrompono l’armonia di un paesaggio disegnato dagli straordinari vigneti del barolo e del barbaresco. Le Langhe si trovano nella parte meridionale del Piemonte, il nome di origine celtica significa “ lingue di terra”e si riferisce alle colline allungate, disposte in modo da correre tra loro parallele a formare tante vallate profonde e strette. Le Langhe sono attraversate dal fiume Tanaro che separa la parte nord orientale chiamata Roero. Le Langhe sono uno dei più famosi distretti enologici d’Italia e del mondo. I vini del territorio rappresentano in gran parte l’orgoglio vinicolo d’Italia nel mondo. Da uve Nebbiolo in purezza e dopo un invecchiamento di almeno due anni di cui uno in botti di rovere o di castagno nasce il Barbaresco DOCG, uno dei grandi rossi italiani insieme al Barolo e al Brunello di Montalcino. Il vino più amato del distretto è certamente il Barolo DOCG, ottenuto dalla vinificazione di uve Nebbiolo in purezza e invecchiato almeno tre anni, di cui due in botti di rovere o di castagno. La dicitura riserva contrassegna il Barolo invecchiato almeno cinque anni. Il vino, rosso granata con riflessi aranciati dovuti all’invecchiamento in legno, è caldo e persistente al palato e accompagna con eleganza i robusti secondi piatti delle Langhe.

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LA DAUNIA

Antica la tradizione vitivinicola del territorio Dauno, che si estende dalla Capitanata al Subappennino (Dauno), digradando dolcemente fino al Nord-barese.

Storia, arte ed enogastronomia convivono in questa terra in cui il Montepulciano d'Abruzzo domina nei rossi e il Bombino bianco nei bianchi e nelle bollicine. Il primo dà vita a rossi corposi, esprimendosi su ottimi livelli in questa zona della Puglia. Il secondo, di elegante finezza e notevole struttura, si accompagna spesso con il trebbiano toscano per dare vita a bianchi particolarmente delicati. Da segnalare il Nero di Troia, di buona vigoria, che viene vinificato prevalentemente in purezza, dando vita a rossi che si prestano anche a lungo invecchiamento. A concludere il panorama enologico della viticoltura Dauna ci sono vitigni rari come il somarello, diffuso soprattutto nella zona di Lucera, l'uva zagarese e il tuccanese.

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LA CARNIA

Al confine con Austria e Veneto, si estende un grande territorio con sette valli che solcano le magiche Alpi carniche. Valli che hanno saputo custodire una natura sempre genuina e naturale. La cucina carnica è caratterizzata da piatti legati ai prodotti locali e alle stagioni, tramandati dalla tradizione popolare e oggi proposti nel rispetto degli antichi insegnamenti o rielaborati con nuovi abbinamenti e preparazioni. Tra i prodotti tipici particolare rilevanza riveste il vino.

Il Pinot Bianco è uno dei vini più importanti dell'enologia friulana. Il Pinot Bianco è un vino di notevole struttura, che può invecchiare fino a 3 anni. La fermentazione e l'affinamento avvengono in acciaio inox e l'imbottigliamento è effettuato da aprile a giugno.

Altro vino importante è la Ribolla Gialla, Ribuele per i Friulani e Rébula per gli Slavi, è un vino tipico del Cóllio Goriziano ed i suoi vitigni hanno la caratteristica di non adattarsi a coltivazioni di pianura. Questo tipo di vite, coltivata fin dal Trecento, predilige infatti terreni di collina magri e asciutti, soprattutto di origine vulcanica, esposti a sud e sud-ovest. I vigneti di Ribolla si estendono dai Colli Orientali fino a oltre il Carso.

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IL MONFERRATO

A cavallo tra Piemonte e Liguria, comincia l’Alto Monferrato, caratterizzato da tre zone: l’Acquese, sede della capitale di questa sezione di Monferrato, Acqui appunto, terra di Brachetto e Moscato con numerose zone archeologiche di origine romana: l’Ovadese, con Ovada ed alte colline punteggiate da castelli medievali (a Tagliolo, Rocca Grimalda, Orsara Bormida e Trisobbio) e da vigneti di Dolcetto e l'area di Novi e Gavi, col suo forte, famose per l’artigianato dolciario e il suo tipico vino bianco.

Un maniero significativo è il castello di Salabue a Ponzano, molto amato dagli strateghi militari perché custodisce preziosi documenti della Prima e Seconda Guerra mondiale ed epistolari dei generali Diaz, Badoglio, Cadorna e Foch. Per l’ovadese invece vale la pena ricordare il castello di Prasco, frutto di cospicui interventi di XV secolo su un nucleo originario di XII, poco distante dal quale sorge il Giardino Botanico dei Mandorli.

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IL CHIANTI

Il Chianti è una terra meravigliosa, dove trascorrere una piacevole giornata, centellinando l'itinerario come si deve fare con il suo vino.

Il Chianti geografico è una bella zona collinare tra 250 e 800 metri s.l.m., con pendenze anche notevoli e rocce affioranti, e ricoperta in gran parte da boschi tra i quali si aprono i vigneti del Chianti Classico, quasi una monocultura, oltre a testimonianze etrusche, alcuni castelli, tra cui il famoso Castello di Brolio, pievi e certose isolate, piccoli paesi medievali, due stupendi parchi-giardino, oltre ad alcune curiose particolarità come l'unica cipresseta a rinnovazione naturale ed i resti di bagni termali.

 

Radda in Chianti

É il più grazioso centro abitato del chianti senese. Si trova in posizione panoramica, sulla sommità di una collina che divide la valle del Pesa e quella dell'Arbia.

Radda mostra ancora porzioni della cinta muraria fortificata, il palazzo pretorio ricoperto da stemmi dei vari podestà e la curiosa Ghiacciaia Granducale, un edificio cilindrico e parzialmente interrato la cui sommità è un punto panoramico sulla valle sottostante. In inverno la neve veniva immagazzinata e compattata, e nelle notti d'estate il ghiaccio veniva tagliato in blocchi ed inviato alla ghiacciaia di Firenze, da dove ogni mattina partivano i carretti per venderlo per le vie della città, quando ancora non esistevano i frigoriferi.

Nel vicino paese di Montevertine, il Piccolo Museo del Chianti raccoglie oggetti della vita domestica e della produzione agricola ed artigiana del mondo rurale chiantigiano.    

 

Castellina in Chianti

É un paese sorto su un colle che domina le vallate circostanti, di origine etrusca: quattro tombe disposte a croce, risalenti al VII secolo a.C., si trovano ai margini del centro abitato e sono conosciute con il nome di tumulo di Montecalvario.

Il centro abitato conserva l'aspetto medievale, con tanto di rocca e cassero merlato, ed il Museo Archeologico del Chianti Senese.

Il paese ospita diversi negozi di prodotti alimentari ed artigianali locali.

 

Gaiole in Chianti

Si trova in posizione centrale del Chianti, nel fondovalle dell'Arbia, e per questo è stata sede di un antico mercato. Ha poche testimonianze storiche, piacevole è l'ampia piazza del paese, centro della vita cittadina.

Nel territorio si segnala la suggestiva passeggiata per le strade di Vertine, un antico borgo che si trova a 2 km da Gaiole, con la pianta ellittica, la cinta muraria e le caratteristiche abitazioni medievali.

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LA VALTELLINA

La Valtellina è la maggiore regione alpina lombarda che corre tra Italia e Svizzera. Vanta un comprensorio composto di località di fama internazionale come Bormio, Livigno, Santa Caterina Valfurva, Madesimo, Aprica, Chiesa Valmalenco, tanti nomi per infinite discese lungo gli oltre 400 km di piste da sci sempre perfettamente curate.

Per gli amanti dello snowboard non mancano spazi attrezzati e snowpark, così come per i fondisti sono disponibili oltre 200 km di piste.

La Valtellina è terra di sci tutto l'anno, potendo contare sulle splendide piste dello Stelvio che da maggio a novembre accoglie gli allenamenti dei campioni così come le discese degli appassionati che anche d'estate non vogliono rinunciare alla neve.

La Valtellina è rinomata per i suoi vigneti sviluppati soprattutto nella sponda retica.

I suoi terrazzamenti inerpicati sulla montagna danno vita a vini prevalentemente rossi, corposi  e saporiti, mai privi di personalità e frutto della fatica di tante generazioni susseguitesi nel tempo.

La passione e la fatica di questi agricoltori hanno permesso la coltivazione su queste pendici scoscese di un vitigno nobile come il Nebbiolo, chiamato localmente Chiavennasca.

La Denominazione Valtellina è l'unica ad aver ottenuto due Docg coincidenti sia per vitigno che per territorio: Sforzato di Valtellina e Valtellina Superiore con le sottozone Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella. A questi vini si aggiungono il Rosso di Valtellina Doc e l'Igt Terrazze Retiche di Sondrio. Percorrendo la valle il turista non potrà fare a meno di vedere la denominazione delle varie zone agevolando così una conoscenza immediata dei vini, dal rosso di Valtellina, passando per un Valtellina Superiore si arriva allo Sforzato di Valtellina, ottenuto dall'appassimento lento dei grappoli posti in cassette di legno per qualche mese, in maniera tale che gli acini sprigionino aromi e sapori particolari.

La vinificazione e la successiva lunga maturazione rendono questo vino un gioiello per la meditazione.

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VAL D’ORCIA

La Val d’Orcia è una valle bellissima nel cuore della Toscana, connubio di arte e paesaggio, spazio geografico ed ecosistema, è l’espressione di meravigliose caratteristiche naturali.

Lo scenario della Val d’Orcia, armonico nella sua naturale simmetria, si rapporta ovunque, in una dolcezza morbida di linee collinari, alla verticale maestosità dell’Amiata, una montagna fonte di acque limpide e di energia vitale e vegetale. I colori netti delle argille sterili o dei tufi dorati si dividono sulle colline, la vegetazione si fa scura attorno ai fossi e risale fitta sotto alle rocche o ai castellari, quasi dispensatori di ordine alle file dei vigneti e alle schiere argentee degli olivi.

Nella Valle a luoghi dell’ingegno e dell’elevazione umana come il complesso urbano di Pienza e Montalcino, l’Abbazia di S.Antimo, le rocche di Radicofani e Rocca d’Orcia, le terme medievali di Bagno Vignoni, la Collegiata di San Quirico, la grancia di Spedaletto si affiancano elementi paesaggistici e naturalistici di evidente originalità: la Riserva Naturale di Lucciola Bella, i Biotopi di Macchia Mediterranea e di Abete Bianco nel Comune di Castiglione d’Orcia, i mammelloni, i calanchi, le biancane, che corrono sempre a riannodarsi fra loro nel colore cinerino delle crete.

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FRANCIACORTA

Col termine “Franciacorta” viene designata una zona della provincia di Brescia che si estende a occidente della città fra i fiumi Mella e Oglio che la delimitano a est e ovest, avendo a nord le colline di Polaveno, Brione, Monticelli Brusati e il Lago d’Iseo, e a sud l’alta pianura padana superiore.

La sua estensione è di circa 240 Kmq e raggruppa i comuni di Adro, Brione, Capriolo, Castegnato, Cazzago S. Martino, Cellatica, Cologne, Coccaglio, Cortefranca, Erbusco, Gussago, Monticelli Brusati, Ome, Paderno, Paratico, Passirano, Polaveno, Provaglio, Rodengo Saiano e Rovato.

Una lontana leggenda racconta che Carlo Magno, conquistata Brescia longobarda nel 774, pose l’accampamento a Rodengo Saiano. Quando venne il momento di celebrare la festa di San Dionigi, che lui aveva giurato di festeggiare a Parigi, risolse la questione decretando che questa terra era come una “piccola Francia”,e ordinò che così fosse chiamata tutta la zona.

La tesi più ricorrente e storicamente plausibile, allude alle “corti franche”, cioè al fatto che i principali centri dell’arco morenico erano all’origine corti altomedievali, che con l’arrivo dei monaci cluniacensi godettero di franchigie (curtes francae).

Il Franciacorta DOCG è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot nero e/o Pinot bianco e si ottiene dalla maturazione ed elaborazione per almeno 25 mesi dalla vendemmia di cui almeno 18 mesi di lenta rifermentazione in bottiglia a contatto dei lieviti. Le caratteristiche e le peculiarità sensoriali che identificano il Franciacorta sono: perlage finissimo e persistente, quasi cremoso; colore giallo paglierino carico con riflessi verdognoli; sfumato ma deciso profumo di lievito (crosta di pane), accompagnato da delicate note di frutta secca (mandorla, fichi secchi, nocciola) e speziato (chiodi di garofano); in bocca una piacevole sapidità e freschezza.

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