ANALISI
SENSORIALE
LA DEGUSTAZIONE
La degustazione è un’analisi oggettiva che si
realizza con gli organi di senso, non è una bella cena
in compagnia di amici e di qualche bella bottiglia di vino
!!!
Analisi Sensoriale
Il vino è formato da oltre 500 sostanza diverse, ma
gli unici strumenti che ci servono per realizzare una degustazione
sono gli organi di senso. L’analisi sensoriale si dividere
in tre fasi che sono: l’esame visivo, l’esame
olfattivo e l’esame gusto-olfattivo.
Esame Visivo
Andiamo a valutare la limpidezza, il colore e la consistenza.
Per i vini con presenza di anidride carbonica (Bollicine)
non si valuta la consistenza bensì l’effervescenza.
Esame olfattivo
Andiamo a valutare l’intensità, la complessità,
la qualità e faremo la descrizione.
Esame Gusto-Olfattivo
Andiamo a valutare gli elementi morbidi e gli elementi
duri e cioè: zuccheri, alcoli e polialcoli per le morbidezze
e acidi, tannini e sostanze minerali per le durezze, infine
valutiamo la struttura, l’equilibrio, l’intensità,
la persistenza e la qualità.
Considerazioni Finali
Andiamo a valutare lo stato evolutivo l’armonia
e eventuali abbinamenti con il cibo.
ANALISI SENSORIALE
Per realizzare la degustazione di
un vino bisogna utilizzare tutti e cinque i sensi.
Bisogna acquisire molta esperienza per poter effettuare
un’analisi sensoriale in maniera corretta, ma bisogna
soltanto appassionarsi al vino e tutto verrà da se.
L’analisi sensoriale è l’unico strumento
che permette di verificare che il vino abbia raggiunto una
perfetta armonia sotto il profilo visivo, olfattivo e gusto-olfattivo,
ed è quindi l’unico strumento che ci permette
di dare un giudizio certo sulla qualità e sulle caratteristiche
di un vino.
Detta analisi come abbiamo già visto si divide in
tre fasi. Nell’esame visivo valutiamo la limpidezza,
il colore e la consistenza, per le bollicine non si valuta
la consistenza bensì l’effervescenza. Nell’esame
olfattivo valutiamo l’intensità, la complessità,
la qualità e faremo la descrizione. Nell’esame
gusto-olfattivo valutiamo gli elementi morbidi e gli elementi
duri e cioè: zuccheri, alcoli e polialcoli per le
morbidezze e acidi, tannini e sostanze minerali per le durezze,
infine valutiamo la struttura, l’equilibrio, l’intensità,
la persistenza e la qualità. Per terminare la nostra
degustazione andremo a valutare lo stato evolutivo l’armonia
e eventuali abbinamenti con il cibo.
ESAME VISIVO
Osservando il vino nel momento in
cui viene versato nel bicchiere, verifichiamo immediatamente
l’eventuale presenza nel vino di anidride carbonica
(effervescenza). Portato il bicchiere di vino all’altezza
degli occhi e, guardandolo in controluce, si valuta la trasparenza
e la limpidezza. Si abbassa quindi il bicchiere e lo si
porta ad una inclinazione di circa 45°, su un fondo
possibilmente bianco. Guardandolo dall’alto verso
il basso si valuta, nella parte di maggior spessore l’intensità
di colore, mentre nell’unghia del vino la tonalità
di colore. Si riporta il bicchiere all’altezza degli
occhi, imprimendo una lenta rotazione in modo da avvinare
le sue pareti sulle quali il vino formerà delle lacrime
e degli archetti più o meno pronunciati e regolari,
utili per valutare la struttura del vino e la sua consistenza,
più questi archetti sono fitti e più alcolico
(caldo) sarà il vino, più lentamente gli archetti
scenderanno e più il vino sarà ricco di polialcoli
(morbidezza). Per le bollicine si valuta il Perlage, si
valuta quindi la grana, il numero e la persistenza delle
bollicine di anidride carbonica.
ESAME OLFATTIVO
L’esame olfattivo è
il più complicato di tutta la degustazione perché
risulta molto difficile riconoscere i profumi di un vino,
soprattutto quando il nostro naso non risulta allenato.
Per esercitarvi procuratevi dei vini fatti con questi vitigni
e cercate le sensazioni odorose qui sotto elencate:
NEBBIOLO - Viola appassita
GEWURZTRAMINER - Litchi
BRACHETTO - Rosa
TOCAI - Mandorla amara
RIESLING - Idrocarburi
CABERNET SAUVIGNON - Peperone verde
CHARDONNAY - Pietra focaia
SAUVIGNON - Foglia di pomodoro
SEMILLON (Sauternais) - Zafferano
SYRAH - Pepe nero.
Tornando all’esame olfattivo
vi ricordo che anche se è il più complicato
è essenziale che venga fatto nel migliore dei modi
perché ci può dare moltissime informazioni
relative al nostro vino. Impugnato il bicchiere sempre dalla
base (per non riscaldare il vino e quindi alterarlo) si
porta il bicchiere al naso e a vino fermo si inspira per
valutare l’intensità dei profumi, si allontana
il bicchiere e si fa roteare il vino, per aumentare la superficie
a contatto con l’aria e quindi per far liberare le
sostanze odorose. Il bicchiere va riavvicinato al naso e
si inspira profondamente per pochi secondi (azione da ripetere
più volte) al fine di valutarne anche la persistenza,
la qualità e per effettuare la descrizione (vedi
Terminologia nella pagina principale di “Cos’è
la Degustazione”.
ESAME GUSTO-OLFATTIVO
Mettere in bocca circa 12 ml di
vino, portare il vino nella parte anteriore della bocca
inspirando, attraverso i denti, una minima quantità
di aria in modo da far volatilizzare alcune componenti del
vino, amplificandone così le sensazioni saporifere
e tattili, muovere il vino con la lingua, imprimendo contemporaneamente
una leggera pressione contro la volta palatina e successivamente
espirare. Durante questa fase il vino andrà a lambire
tutte le zone della cavità orale, quindi i bordi
linguali, le mucose molli, le gengive e la parte posteriore
della bocca, in modo da permettere l’apprezzamento
e la valutazione sensoriale dei diversi componenti (zuccheri,
alcoli, polialcoli, acidi, tannini, sali minerali) ed il
loro equilibrio. Valutate la struttura del vino, l’equilibrio
l’intensità e la persistenza (vedi Terminologia
nella pagina principale di “Cos’è la
Degustazione”. Se siete abbastanza esperti compilate
la scheda di degustazione perché è un buon
allenamento, ma mi raccomando non esagerate.
CONSIDERAZIONI FINALI
Le due componenti responsabili dell’equilibrio gustativo
sono le morbidezze (zuccheri - alcoli e polialcoli) e le
durezze (acidi - tannini e sali minerali). L’equilibrio
si valuta immaginando di porre, sui due piatti di una bilancia,
rispettivamente le morbidezze e le durezze, per verificare
in quale modo queste caratteristiche si possono contrastare.
Per un vino giovane si può sicuramente accettare
una leggera predominanza dei componenti “duri”
su quelli “morbidi”; al contrario, nella valutazione
dell’equilibrio di un vino maturo si potrà
accettare la predominanza dei componenti “morbidi”
su quelli “duri”. In base alle condizioni emerse
dall'analisi organolettica, il vino potrà essere
considerato, in riferimento allo stato evolutivo, in 5 modi:
immaturo (il vino risulta decisamente squilibrato, soprattutto
nella fase gustativa; non è necessariamente una connotazione
negativa), giovane (il vino presenta ancora condizioni poco
equilibrate, ma è caratterizzato da una base corretta
e potenzialità ben espresse; è tipico dei
vini che richiedono un periodo ulteriore di affinamento),
pronto (il vino è ancora in evoluzione, ma con caratteristiche
che gli permettono di essere comunque consumato e apprezzato;
maturo (il vino presenta un'armonia ottimale, nella quale
tutte le caratteristiche organolettiche hanno raggiunto
l'apice; è il momento ideale per berlo), vecchio
(si riscontrano evidenti cedimenti di una o più caratteristiche
organolettiche, che si manifestano con variazioni di colore,
riduzione degli aromi e fenomeni ossidativi).